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La nomina di fr. Mauro Gambetti a cardinale il 25 ottobre 2020, avviene dopo 159 anni dall’ultimo religioso dell’Ordine chiamato ad una tale responsabilità: il fr. Antonio Maria Panebianco. Il religioso siciliano nacque a Gela (Caltanisetta) il 13 agosto 1808, al Capitolo generale celebrato a Roma nel 1851 fu eletto Assistente generale dell’Ordine. Il suo servizio durò appena un anno, giacché nel Capitolo provinciale di Sicilia riunito a Catania nel maggio 1852 fu eletto Ministro provinciale. Il Panebianco non completò il triennio del provincialato, perché il 20 luglio 1853 gli pervenne da parte di Pio IX la nomina a Consultore del S. Uffizio, successivamente fu nominato con lo stesso ruolo alla Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari il 28 aprile 1859.

L'elezione del Panebianco a cardinale dell’Ordine dei preti con il titolo di S. Girolamo degli Schiavoni lasciato per quello dei SS. Apostoli, fu annunciata da Pio IX nel concistoro del 27 settembre 1861. Rifiutò l’episcopato offertogli dal Papa a Vescovo suburbicario, e poi la nomina a cardinale camerlengo. In realtà l’obbligatorietà dell’ordinazione episcopale per i cardinali non ancora vescovi, fu stabilita con il motu proprio Cum gravissima del 15 aprile 1962 da Giovanni XXIII.

Fu nominato da Pio IX membro della Congregazione delle cause dei santi, dove ebbe la gioia di condurre a termine la causa di canonizzazione dei martiri di Gorkum di cui era ponente, nella pentecoste del 1862. Partecipò al Concilio Vaticano I (1869-1870), il suo nome appare da subito negli atti ufficiali delle sessioni pubbliche e delle congregazioni conciliari. Il 23 aprile 1863 divenne Prefetto della Congregazione delle indulgenze e delle reliquie, oggi Congregazione dei riti, fino al 17 gennaio 1867 quando fu nominato Penitenziere maggiore fino al 15 ottobre 1877. Il Panebianco fu eletto Presidente della Commissione dogmatica incaricata di preparare i vari schemi delle costituzioni riguardanti la fede, da sottoporsi all'esame dei padri convenuti al Concilio. Alla morte di Pio IX avvenuta il 7 febbraio 1878, partecipò al conclave che portò all'elezione del cardinale di Perugia Gioacchino Pecci che assunse il nome di Leone XIII.

Il Panebianco fu legato alla basilica di Assisi, per l’impegno profuso per il ritorno dei frati cacciati a seguito delle leggi soppressive. Infatti collaborò con i superiori generali del tempo ottenendo il sostegno da parte della Santa Sede, di Pio IX prima e Leone XIII poi, per sostenere le ragioni del ritorno della basilica e del Sacro convento all’Ordine.
Purtroppo non poté venderne i frutti, infatti morì a Roma il 21 novembre 1885 all'età di 77 anni dopo penosa malattia nella residenza romana in Via Ripetta n. 102. Fu sepolto al cimitero del Verano nella tomba dei frati minori Conventuali e a buon ragione è ricordato nel necrologio del Sacro convento, per l’impegno profuso a favore del ritorno dei frati nel convento e nella basilica che custodisce il corpo di San Francesco.

fr. Felice Autieri